Tumore alla prostata, ora fa meno paura: come curarlo
Aggiungere la chemioterapia all’ormonoterapia durante la cura del tumore alla prostata ha portato a un notevole aumento della sopravvivenza e della qualità di vita negli ultimi anni
Il tumore alla prostata si presenta spesso in fase iniziale in soggetti anziani, che possono essere trattati con la radioterapia o con la chirurgia. Successivamente si può avere una progressione con trattamenti ormonali. La forma di tumore alla prostata che si presenta già con le metastasi invece si caratterizza da una prognosi peggiore rispetto ad altri tipi di tumore prostatico, spiega Zuzana Sirotova, oncologo medico presso l’Oncologia dell’Ospedale Regionale della Valle d’Aosta. “Fino a 5 anni fa per questa forma potevamo solo utilizzare trattamenti ormonali, mentre oggi in oncologia – dopo valutazione del rapporto tra rischi e benefici attesi – si propone l’aggiunta del trattamento chemioterapico (sei cicli, corrispondenti a 4-5 mesi) in grado non solo di prolungare la sopravvivenza ma anche la qualità di vita. “Aggiungere alla terapia ormonale la chemioterapia comporta anche un ritardo nella comparsa del dolore e di altri sintomi”.
Curare il tumore alla prostata è sempre meno complicato: “Presto saranno disponibili cure di nuova generazione che, aggiunti alla terapia ormonale tradizionale al posto della chemioterapia, saranno in grado di ritardare la comparsa del dolore e altri sintomi della malattia, oltre ad aumentare notevolmente la sopravvivenza e la qualità di vita”. Quindi, conclude Sirotova, il tumore alla prostata è ancora una malattia temibile ma la sua pericolosità è diminuita rispetto al passato.
