Tuesday, 29 Dec 2020

Tumore alla prostata: cosa è cambiato nel curarlo?

Tumore alla prostata

Tumore alla prostata: cosa è cambiato nel curarlo? Negli ultimi anni sono state sviluppate strategie innovative che permettono un approccio più personalizzato.

 

“L’aspetto più rilevante dei progressi compiuti negli ultimi anni nel trattamento del tumore alla prostata è la possibilità di scegliere dei trattamenti non standardizzati ma personalizzati per singole tipologie di pazienti”. Lo afferma il dott. Sergio Bracarda, direttore della Struttura Complessa di Oncologia Medica e Traslazionale dell’Azienda Ospedaliera S. Maria di Terni. In passato, spiega l’oncologo, erano disponibili solo la chemioterapia e i farmaci ormonali orali (che mantengono nella pratica clinica il loro vantaggio in termini di sopravvivenza) mentre ora possono essere impiegati trattamenti innovativi in aggiunta a quelli tradizionali.

Per esempio, prosegue Bracarda – membro del direttivo SIUrO (Società Italiana di Uro-Oncologia), circa l’8-10% dei pazienti è candidato all’immunoterapia (in precedenza ritenuta non efficace nel tumore prostatico) da sola o in combinazione con altre strategie come l’uso di agenti ormonali di ultima generazione o di farmaci che inibiscono i meccanismi di riparazione del nucleo delle cellule neoplastiche (mismatch repair). Si ha così un potenziamento dell’effetto dell’immunoterapia stessa, afferma Bracarda, “con l’obiettivo di sterilizzare la malattia ottenendo una quota di pazienti lungo-sopravviventi senza limite temporale”.

Negli anni ’90 nel tempo delle super specializzazioni la SIUrO (Società Italiana di Uro- Oncologia) trovò un importante sviluppo societario unendo la cultura e le professionalità di urologi e oncologi, in grado di promuovere l’applicazione del concetto di multidisciplinarietà anche alla gestione dei pazienti affetti dalle neoplasie urologiche. In particolare oggi l’Associazione si propone di favorire la formazione di una ‘nuova’ figura di Specialista che sia motivato a superare le barriere di tipo attitudinale, culturale e operativo della propria Disciplina di origine e a sviluppare competenze multidisciplinari confrontandosi con Urologi, Oncologi Medici, Oncologi Radioterapisti, Anatomo-Patologi, e quanti altri siano coinvolti nella diagnosi e nel trattamento delle neoplasie di ambito urologico. Il dr. Sergio Bracarda è un autorevole membro del Consiglio Direttivo e Consigliere Nazionale di AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica).

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