Ipercolesterolemia? Attenzione, meglio fare delle indagini!
L’ ipercolesterolemia è una patologia che affligge un numero ancora troppo alto di cittadini. Predisposizione genetica, alcolismo, vita sregolata: queste alcune cause dell’aumento del colesterolo ‘cattivo’, chiamato LDL. Il tema è stato discusso nel corso del 14° meeting ‘CARDIOLUCCA 2020’.
L’ipercolesterolemia è un problema rilevante che affligge un gran numero di pazienti, soprattutto per quanto riguarda il colesterolo LDL, responsabile nella maggior parte dei casi dello sviluppo di malattie cardiovascolari. Come si può combattere questo grasso cattivo? Sono tante le strategie racchiuse in un unico documento chiamato ‘linee guida’, che suggerisce come trattare l’ipercolesterolemia e cercare di capire quanto possano fornire un trattamento specifico, per ogni singolo paziente.
“Le linee guida si basano su tre punti basilari” – chiarisce il Prof. Claudio Borghi – medicina interna – Università di Bologna. “Innanzitutto definiscono il profilo di rischio del paziente, che deve essere sottoposto al trattamento. Vengono scelti quindi i farmaci da somministrare e in questo caso le linee guida sono precise nel definire una sequenza di medicinali basata sulla probabilità di raggiungere un risultato dal punto di vista terapeutico, e sull’entità di risposta da parte del singolo individuo.
Terzo e ultimo punto fondamentale è la definizione di ‘target’, ovvero bersagli di intervento studiati sulla base del profilo di rischio, di ogni paziente. Un aspetto non solo indicativo su come comportarsi, ma soprattutto utile ed educazionale nei confronti degli stessi malati, che ancora oggi spesso non sono molto aderenti al trattamento. Averne fissati di definiti e raggiungerli con una terapia appropriata, rappresenta una strategia importante per una prevenzione efficace”.
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