Alzheimer e difficoltà cognitive al tempo del COVID-19
La pandemia ha creato un’infinità di problemi pratici e psicologici, soprattutto in quei pazienti affetti da declino cognitivo o Alzheimer. Fondamentale per chi ne soffre, e soluzione preziosa per chi assiste i malati, ottenere visite, consulti e terapie a distanza tramite telemedicina. Risulta infatti ancora poco indicato allontanarsi da casa solo per ottenere un consulto o per farsi prescrivere un farmaco.
La pandemia Covid-19 ha creato un’infinità di problemi ai pazienti colpiti da malattie che portano a difficoltà cognitive come l’’Alzheimer, quanto alle persone che si occupano della loro assistenza. “Gli aspetti sono legati non solo a problemi pratici ma anche psicologici” – spiega il prof. Stefano Cappa, professore di neurologia presso lo IUSS Istituto Universitario di Studi Superiori e presso l’ Istituto Neurologico Mondino di Pavia.
“I disagi sono creati dalle difficolta nell’ ottenere consigli su problematiche collaterali legate alla malattia, ovvero le complicazioni che vanno dal peggioramento della depressione, allo stato di agitazione e che possono anche degenerare. A questo va aggiunto l’impatto importante dell’isolamento sociale, che ha un ruolo decisivo nel variare i disturbi comportamentali e cognitivi.
Sarebbe importante offrire ai pazienti la possibilità di ottenere visite, consulti e consigli a distanza” – conclude il dottore- “dal momento che molte patologie croniche degenerative sono gestibili anche attraverso la telemedicina, soprattutto in presenza di soggetti fragili. Non è consigliabile infatti farli uscire di casa solo per valutare il cambiamento di una dose di un farmaco o per una semplice consulenza”.
Guarda anche:
Alcol e droghe portano alla schizzofrenia
Evitare i disturbi del sonno
