Tuesday, 29 Dec 2020

La salute nelle grandi e piccole città ai tempi del COVID-19

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La pandemia ha dimostrato come la popolazione urbanizzata può rappresentare un rischio. Quale dimensione ipotizzare nella gestione della salute in città, dopo la pandemia da Coronavirus?

“Il Coronavirus ha dimostrato come gli agglomerati di persone che vivono all’ interno delle grandi città – come pure nei piccoli comuni- possano rappresentare un rischio” – sottolinea il prof. Andrea Lenzi – Presidente Health City Institute e Presidente Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita della Presidenza del Consiglio di Ministri. “Il virus ha viaggiato infatti con la trasmissione legata alla vicinanza tra individui, portato tramite il contatto sociale a una facile e rapida diffusione”.Credevamo che le città fossero patogene per le malattie non trasmissibili, con quei ritmi legati più al lavoro che all’attività fisica, quindi alla maggiore sedentarietà e al consumo di cibi meno sani, ma il Covid -19 ha dimostrato al contrario che, anche le malattie trasmissibili, sono molto pericolose per la vita urbana.

“Dobbiamo prestare attenzione ai nostri stili di vita poiché è stato comprovato” – conclude il professore – “che quelli fisicamente più cagionevoli e fragili, diventano fragilissimi, di fronte a una maxi emergenza”.

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