Tuesday, 29 Dec 2020

Medici di Medicina Generale in prima linea

Brescia

Brescia è stata fortemente colpita dalla pandemia del Coronavirus. Oltre 15.000 persone contagiate e oltre 2.500 persone decedute, hanno messo a dura prova il sistema sanitario locale. Ancora una volta, i medici di medicina generale con il loro lavoro in prima linea hanno sostenuto la popolazione, soprattutto i più anziani, per combattere il virus e le patologie correlate.

Con Milano e Bergamo, la città lombarda più colpita dalla pandemia del Coronavirus è risultata Brescia. La “Leonessa d’Italia”, come viene chiamata dal Carducci l’antica Brixia, e la sua provincia hanno registrato oltre 15.000 persone contagiate ed oltre 2.500 decedute. Il dottor Ovidio Brignoli, vicepresidente SIMG e medico a Brescia, racconta del grave impatto sanitario, soprattutto sul lavoro dei medici di “famiglia”.
“Dal 24 febbraio il telefono dello studio ambulatoriale non ha mai smesso di squillare, dalle 7 del mattino alle 19. Al nostro studio, composto da quattro medici, afferiscono circa 6.000 persone. Si può quindi immaginare il caos che si era creato e la difficoltà di assistere telefonicamente i pazienti. Non eravamo inoltre sufficientemente dotati di dispositivi di protezione individuale per soddisfare il gran numero di richieste di visite in studio”.
“Nell’arco di quindici giorni ci siamo trovati a non poter effettuare alcun ricovero in Ospedale, avendo raggiunto il massimo della capienza nei reparti. Siamo quindi stati costretti per più di un mese a seguire i pazienti con sintomi da Covid-19 ricoverati e visitati a casa”.
“La richiesta maggiore dei pazienti, spesso persone anziane, sole e con più patologie, è stata la possibilità di parlare con un operatore sanitario, in grado di dare informazioni. Paura e angoscia sono state le emozioni dominanti nei pazienti, ma anche nel nostro gruppo di medici, in cui due sono stati colpiti dal virus”.

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